Nucifraga caryocatactes

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Nocciolaia
Spotted Nutcracker.jpg
Nocciolaia (Nucifraga caryocatactes)
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Passeriformes
Famiglia Corvidae
Genere Nucifraga
Specie N. caryocatactes
Nomenclatura binomiale
Nucifraga caryocatactes
Linnaeus, 1758
Areale

Map of distribution of Nucifraga caryocatactes.png

La nocciolaia (Nucifraga caryocatactes, Linnaeus 1758) è un uccello Passeriforme della famiglia dei Corvidi.[1]

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo esistono tre specie di nocciolaia del genere Nucifraga: Nucifraga multipunctata (nocciolaia del Kashmir) delle zone himalayane, Nucifraga columbiana (nocciolaia di Clark) del Nordamerica occidentale e Nucifraga caryocatactes, della quale sono riconosciute almeno 8 sottospecie:

  • Nucifraga caryocatactes caryocatactes (sottospecie nominale)
  • Nucifraga caryocatactes macrorhynchos
  • Nucifraga caryocatactes japonica
  • Nucifraga caryocatactes owstoni
  • Nucifraga caryocatactes interdicta
  • Nucifraga caryocatactes hemispila
  • Nucifraga caryocatactes macella
  • Nucifraga caryocatactes rothschildi

Aspetti morfologici[modifica | modifica wikitesto]

Di corporatura compatta, possiede un grosso becco nero a forma di pugnale, la coda è corta e tronca, le ali sono ampie e arrotondate. Il corpo è bruno scuro, finemente macchiettato di bianco mentre le ali sono nere. La coda, nera ad apice bianco, contrasta con il sottocoda anch'esso bianco. È simile nelle forme alla ghiandaia, ma becco molto più grande e testa più esile, senza ciuffo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Una nocciolaia su un albero

La nocciolaia occupa un vasto areale continuo che va grossomodo dal sud della Scandinavia, attraversa il Nord Europa, si estende alle foreste di conifere della taiga in Siberia fino all'Asia orientale, compreso il Giappone. In Italia nidifica sulle Alpi prediligendo alberi sempreverdi più folti. Tre ulteriori popolazioni disgiunte si trovano nelle foreste alpine di conifere dell'Eurasia: una sulle montagne dell'Europa centrale e sudorientale (Alpi, Carpazi e della Penisola balcanica); un'altra nell'Himalaya occidentale; la terza sulle coste della Cina occidentale, separata dalla popolazione settentrionale. Alcune di queste popolazioni possono essere distinte a seconda delle dimensioni del becco. È legata alla presenza di pino cembro o, in assenza di questo, di noccioli, che le forniscono un'indispensabile fonte alimentare utilizzata dalla tarda estate sino alla primavera.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Su terreno innevato si notano facilmente buche scavate per recuperare i semi interrati nella stagione estiva. I resti di pigne e nocciole, spaccate su ceppi e fenditure nei tronchi, sono spesso ben visibili. Sono al contrario molto difficili da individuare i nidi, nascosti nel folto delle conifere.

Voce[modifica | modifica wikitesto]

Molto loquace tranne che nel periodo di allevamento dei giovani; il richiamo, un "krèhh- krèhh" nasale, è inconfondibile.

Cibo e alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Nocciolaia in Nederlandsche Vogelen 1770

Le risorse nutritive più importanti di queste specie sono i semi di pigna degli alberi dei climi principalmente freddi (estremo nord e altitudini elevate), caratterizzati da semi grandi: il P. armandii, P. cembra, P. koraiensis, P. parviflora, P. peuce, P. pumila, P. sibirica e il P. wallichiana, nonché le due specie di pino dei sottogeneri Ducampopinus, P. bungeana e P. gerardiana. In alcune regioni, dove non si trova nessuno di questi pini, anche i semi di nocciolo e di abete bianco costituiscono una parte importante della dieta. Le sottospecie di nocciolaie che mangiano le nocciole hanno un becco più spesso per schiacciare i loro gusci duri. Se il guscio è troppo duro, tiene la noce tra i suoi piedi e usa il becco come fosse uno scalpello. Durante la primavera e l’inizio dell’estate la nocciolaia si nutre di diversi invertebrati (lombrichi, cavallette, bombi, vespe, ragni), raramente anche di roditori e uccelli di piccole dimensioni. In inverno mangia i semi che ha nascosto durante l’estate e l’autunno. Non riuscendo a ritrovare tutti i semi che ha interrato, contribuisce così alla dispersione e alla ricrescita di nuovi alberi.

Riproduzione e nidificazione[modifica | modifica wikitesto]

La nidificazione è sempre precoce al fine di utilizzare al meglio i semi immagazzinati durante l'autunno precedente. Il nido viene costruito di solito in alto nelle conifere (a volte vengono utilizzati anche latifoglie) e di solito nella parte soleggiata. Vengono deposte normalmente 2-4 uova e covate per 18 giorni. Entrambi i sessi nutrono i giovani che vengono solitamente accuditi per 23 giorni, dopo l'involo rimangono in famiglia fino a tre mesi, imparando così le tecniche essenziali di immagazzinamento per la sopravvivenza nel loro aspro ambiente.

Spostamenti[modifica | modifica wikitesto]

Le nocciolaie non sono uccelli migratori ma alcuni esemplari possono abbandonare le proprie aree di attività abituali nelle annate in cui i pini producono pochi coni lasciandoli a corto di cibo. La razza orientale dal becco esile dovrebbe essere la miglior candidata a farlo.

Relazioni con l'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Uccelli di questa specie in Europa occidentale possono essere molto addomesticabili e sia nel Regno Unito che nei Paesi Bassi sono stati fotografati uccelli sulle teste dei loro padroni.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

La Ghiandaia (Garrulus glandarius), di dimensioni simili a quelle della Nocciolaia, è riconoscibile per il colore bruno rosato con groppone bianco, coda nera, ali bianche, nere e brune con polso barrato di azzurro. È molto frequente in tutti gli ambienti alberati di media-bassa quota e può talvolta spingersi sino al limite superiore della vegetazione arborea. Predilige le latifoglie ed in particolare le querce: le ghiande rappresentano infatti uno dei suoi alimenti più importanti.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 6 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Video sulla nocciolaia

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